🦊

Volpe ferita o cuccioli trovati soli: quando intervenire (e quando lasciar stare)

28 maggio 2025·5 min di lettura

La volpe è probabilmente il selvatico più frainteso d'Italia. Da un lato la gente la teme, dall'altro — specialmente in primavera quando compaiono i cuccioli — la vuole aiutare in modo così immediato da fare spesso l'opposto di quello che serve.

Partiamo da una cosa importante: una volpe sana non si lascia avvicinare. Fugge al minimo rumore, cambia direzione all'improvviso, sparisce in pochi secondi. Se una volpe adulta ti permette di avvicinarti, quasi certamente è in difficoltà.

Adulta ferita: come capirlo e cosa fare

Segnali chiari di difficoltà in un esemplare adulto:

  • Non riesce a muoversi o zoppica vistosamente (investimento stradale, causa principale di ricovero al CRAS)
  • Ferite visibili, emorragie
  • Comportamento disorientato: gira in cerchio, non reagisce agli stimoli
  • Pelo rado, croste nere e scure su muso, orecchie, zampe, aspetto "scavato" — rogna sarcoptica in stadio avanzato

Non avvicinarti a mani nude. Una volpe ferita morde per istinto difensivo, non per aggressività. Le ferite da morso richiedono profilassi medica. Usa guanti spessi, mantieni la distanza.

La cosa giusta è chiamare i Carabinieri Forestali o l'ASL veterinaria della tua zona. Sono loro ad avere gli strumenti e l'autorizzazione per intervenire su fauna selvatica adulta in difficoltà. Puoi anche chiamare il CRAS più vicino per avere indicazioni su chi contattare.

La rogna sarcoptica: riconoscerla

È una delle patologie più diffuse nelle volpi italiane ed è causata dall'acaro Sarcoptes scabiei. Una volpe con rogna grave si presenta molto magra, con pelo rado o assente su muso, orecchie, gomiti e ginocchia, croste nerastre e secrezioni oculari che la rendono quasi cieca. Questi animali non vanno manipolati: la rogna può trasmettersi all'uomo (dove causa prurito intenso ma si tratta facilmente), e la volpe in questo stato ha bisogno di cure specialistiche urgenti.

Attenzione al cimurro: una volpe con secrezioni oculari e nasali, tosse e comportamento stranamente "mansueto" verso l'uomo potrebbe avere il cimurro in stadio avanzato. Non avvicinarti.

Cuccioli trovati soli: l'errore più frequente

Ogni primavera, tra aprile e giugno, arrivano centinaia di segnalazioni ai CRAS di "cuccioli di volpe abbandonati". La grande maggioranza non lo è.

I cuccioli di volpe escono dalla tana dopo 4-5 settimane di vita, ma la madre è quasi sempre nei dintorni, nascosta. La volpe femmina è maestra nel non farsi seguire: compie percorsi tortuosi, si ferma, riparte, sparisce tra la vegetazione. Non la vedi, ma c'è.

Prima di raccogliere i cuccioli, osserva da lontano per almeno 2-3 ore. Se la madre non torna in quel lasso di tempo, oppure se i piccoli sono visibilmente feriti, ipotermici o se trovi la madre morta nelle vicinanze, allora contatta il CRAS.

Prendere cuccioli sani dalla tana equivale a toglierli dalla madre. La riabilitazione richiede mesi e il tasso di successo per il rilascio in natura è molto più basso rispetto a quelli cresciuti con la madre.

Non nutrirli, per nessun motivo

È tentante, specialmente se i cuccioli si avvicinano. Ma nutrire una volpe selvatica — anche un cucciolo — crea imprinting sull'uomo: l'animale perde la diffidenza necessaria per sopravvivere in natura e non potrà più essere rilasciato. Diventa dipendente dall'uomo e incompatibile con la vita selvatica.

Non dargli cibo. Non dargli acqua. Non toccarli più del necessario.

Una cosa che vale la pena sapere

La volpe usa il campo magnetico terrestre per cacciare sotto neve e foglie: i salti di attacco vengono eseguiti preferibilmente in direzione nord-est, con una precisione che ha stupito i ricercatori. Il "pennello" bianco sulla punta della coda serve per mantenere il gruppo unito durante la corsa.

Le volpi urbane hanno territori molto più piccoli di quelle rurali: nelle grandi città europee possono vivere in 0,2 km², contro i 10-30 km² della campagna.

Legge e competenze

La volpe in Italia è specie cacciabile (Legge 157/1992, Tabella B), quindi non è "protetta" nel senso stretto. Però il maltrattamento è reato ai sensi dell'art. 544 bis del Codice Penale. L'uccisione di un animale selvatico ferito da parte di un privato è illegale: l'animale va segnalato alle autorità competenti.

Una nota sulla rabbia: la rabbia silvestre è stata debellata in Italia negli anni '90 grazie a campagne sistematiche di vaccinazione orale. Rimangono focolai sporadici nelle aree alpine al confine con Austria e Slovenia. Il rischio è molto basso, ma in caso di morso da volpe in queste zone: pronto soccorso.

🦊 Scheda completa

Istruzioni immediate, cosa non fare, CRAS vicini

Apri scheda →

Hai l'animale davanti adesso?

🆘 Trova il CRAS più vicino